
Pubblicamo il testo della deliberazione del Consiglio Comunale n. 105 del 30/12/2011.
Il testo della mozione, pubblicato in precedenza si può leggere cliccando il LINK sottostante:
IL SINDACO PRESIDENTE
Per l’illustrazione della mozione, presentata da tutti i consiglieri del gruppo di minoranza, dà la parola al capogruppo di minoranza BERNARDINI MIRKO, il quale dà lettura integrale della mozione, che viene allegata al presente atto come sua parte integrante e sostanziale.
Il SINDACO PRESIDENTE chiede poi al capogruppo se intende integrare verbalmente quanto appena letto.
Il consigliere BERNARDINI MIRKO evidenzia di voler aggiungere che quando è venuto a conoscenza della questione dei cellulari è rimasto veramente male, perché non sapeva che gli amministratori ne avessero a disposizione uno ciascuno. Questa cosa gli è stata riferita, chiedendogli di approfondire. E così è stato fatto.
La richiesta di rinunciare ai cellulari non ha valenza generale, perché crede che sia giusto che il Sindaco disponga di una SIM, così come ad esempio il responsabile dell’ufficio tecnico.
Ma che ce l’abbiano anche tutti gli assessori appare assurdo. E appare anche assurdo che gli amministratori abbiano la possibilità di chiamate illimitate.
Qui in consiglio comunale tante volte è stato rinfacciato alla minoranza, specie sulle proposte che via via venivano da questa presentate, che i tempi sono difficili, che i soldi non ci sono.
Se questo è vero, è vero anche che quando ci sono difficoltà bisogna stringere i denti.
Precisa inoltre che, mentre la tariffa per i dipendenti è conveniente, non lo è altrettanto quella per gli assessori. Fa inoltre presente che, per quanto è a sua conoscenza, nella maggior parte degli altri Comuni non ci sono certo tutte queste utenze mobili; a maggior ragione quello che succede nel Comune di Baschi, soprattutto in questo tempo di crisi, è una vergogna. Per questo chiede che gli assessori rinuncino alle SIM.
E con l’occasione si è anche, nella mozione, proposto di rinunciare a indennità e gettoni di presenza: ricorda in proposito che nessun consigliere è stato obbligato a sedere fra questi banchi, lo si fa con piacere: e allora perché non fare come fanno, ad esempio, i componenti dei comitati di festeggiamento, che prestano la loro opera senza compenso?. Da qui la proposta. Chiaramente gli amministratori sono liberi di non accettarla, ma vuole che sia ben chiaro che quello che accadrà stasera avrà una grossa risonanza all’esterno.
Ribadisce che la proposta è stata fatta per dare il buon esempio.
Prende la parola il consigliere PIERONI ANGELO, il quale ricorda di aver fatto parte delle forze dell’ordine. E gli sembra di ricordare che c’era una scheda che consentiva di effettuare chiamate fra i militari senza alcuna spesa, mentre le telefonate esterne venivano pagate personalmente. Crede che al limite questa possa essere una soluzione.
Il SINDACO PRESIDENTE in risposta alla mozione dà lettura del proprio intervento, che chiede al segretario comunale di riportare integralmente e testualmente, come di seguito:
“Dopo aver ascoltato l’illustrazione del consigliere Bernardini Mirko riguardante la mozione mi corre l’obbligo di fare alcune considerazioni in merito, e soprattutto di carattere generale.
Prima considerazione. Baschi, come credo tutti sappiamo, è un Comune di oltre 69 kmq, esteso in senso longitudinale tra Orvieto, che dista da Baschi appena 11 km e Todi che dista da Collelungo appena 8, 9 chilometri. E’ tra i primi 8 Comuni della Provincia per estensione. Ma soprattutto il suo territorio è disseminato di frazioni e borghi ( ben otto) più la zona industriale, tutte distanti tra di loro. In paragone nessun altro piccolo Comune della Provincia ne possiede altrettante.
Nonostante le difficoltà, ai cittadini di ogni paese e non solo a loro, vanno garantiti determinati servizi, espletati dal nostro limitato personale esterno, alcuni dei quali, tra l’altro, operano spessissimo in emergenza o comunque svolgono altri lavori ( vedi gli autisti dei pulmini ecc).
Questo personale deve avere la possibilità di interloquire in esterno e/o rispondere in tempo reale a quelle che sono le esigenze di servizio, per riprendere tempestivamente alle richieste dei cittadini che passano attraverso anche i vari responsabili dei servizi ( segretario comunale, Sian, Giordano ed altri). A loro volta i responsabili devono avere la possibilità di interloquire, in qualsiasi momento, direttamente sia con i dipendenti esterni a loro sottoposti sia, a loro volta, con gli amministratori, ma soprattutto con i vari assessori delegati. Dico, non a caso, delegati: ogni assessore ha varie deleghe ed è sottoposto quotidianamente a sollecitazioni e comunicazioni sia verbali che telefoniche ( la maggior parte delle volte sono lamentele più o meno giuste) da parte dei cittadini sparsi nei territorio comunale.
A loro volta gli assessori devono obbligatoriamente essere in contatto continuo con i responsabili per dare loro direttive, indirizzi di intervento, e per ricevere a loro volta, direttamente segnalazioni dai dipendenti esterni ( che sono Raimondo, Maurizio Trippini, Michele, Flavio, Fabio, Adriano) . I telefonini in dotazione ad altro personale sono quelli dei responsabili, Giordano e Sian, nonché Morelli e il Geometra Pieroni che lo utilizza soprattutto nei giorni in cui non c’è Giordano, e la segretaria.
I contratti telefonici dei dipendenti hanno un costo fisso mensile di Euro 14,00 con 1000 minuti di traffico gratuito verso tim e telecom. Oltrepassati questi minuti o comunque per il traffico non abilitato verso numeri fissi e cellulari collegati in rete, se lo pagano direttamente i dipendenti. Inoltre, da questo mese, attraverso una Convenzione Consip ci sarà un abbattimento notevole dei costi. Costi che sono ammontati quest’anno ad 8.400 euro complessivi, che divisi per le 17 utenze, in quanto 1 è a disposizione a rotazione e l’altra riguarda il centralino, fanno di media 41 euro al mese per ogni utenza.
Non so se altri comuni hanno meno utenze. Posso ipotizzare che ne hanno meno perché hanno molti meno dipendenti, distribuiti tra l’altro, su un territorio più piccolo ed omogeneo ( vedi Guardea) oppure rispondono ad una organizzazione di lavoro a squadre ( vedi Orvieto), per cui il cellulare lo detiene solo il caposquadra.
Questo vale anche per gli amministratori.
Penso per esempio all’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Guardea, che nel territorio ha un solo plesso scolastico, situato a poche decine di metri dalla sede comunale, piuttosto che al nostro assessore che deve intervenire ( non solo telefonicamente ma spesso anche fisicamente) su 3 plessi scolastici distanti tra loro e quindi far fronte , oltre che fisicamente, anche telefonicamente alle esigenze dei vari utenti- cittadini del Comune o comunque delle stesse utenze del servizio. E questo vale per tutti gli assessori.
Per quanto riguarda l’utenza della Protezione Civile, questa ha lo stesso contratto dei dipendenti. Vai a spiegarlo, magari al Prefetto, che la protezione civile è un carrozzone inutile. La reperibilità 24 ore su 24, per chi non lo sapesse, deve essere garantita. Chi non ricorda le decine di occasioni in cui il sottoscritto in persona, allertato dai carabinieri o dalla Prefettura, a sua volta anche alle 2 di notte ha dovuto reperire personale e materiale della protezione civile, per interventi urgenti ( ricerche di persona, allagamenti, aiuto alle forze dell’ordine e quant’altro). Ricordo che la Protezione Civile di Baschi, che molti ci invidiano, è presa ad esempio anche da altri Comuni viciniori ( Montecchio, Guardea, Lugnano, Giove, per esempio) per come è organizzata e per gli interventi svolti, molto utili alla popolazione non solo di Baschi. Nolenti o volenti la nostra Protezione Civile è funzionale nel territorio ed è vanto di questa amministrazione comunale, come riconosciuto da varie altre Istituzioni. E fa parte di una rete regionale che si sta estendendo a macchia d’olio ( vedi i Comuni di cui sopra).
Seconda considerazione , riguardante il quarto punto della mozione.
E’innanzitutto una considerazione di principio.
Capisco che la mozione contiene carattere di provocazione che si rifà ad un becero populismo tanto di moda attualmente, dove l’antipolitica avanza sia per il vuoto lasciato da alcune istituzioni sia per oggettivi casi di privilegi della cosiddetta casta politica. Ma voler confondere amministratori di piccoli comuni come Baschi e compararli alla casta dei privilegiati è un falso ! Che fa anche ridere!
Confondere il lavoro quotidiano, indefesso, che un amministratore svolte attraverso il dialogo continuo con i cittadini ( ripeto, spesso sono lamentele o richieste), togliendo magari tempo al proprio lavoro, alla propria famiglia e tutto questo per cercare di risolvere quelli che sono i problemi di tutti, confondere questo stato di fatto con i privilegi economici di chi sta più in alto ( peraltro previsti dalla legge) non è obiettivo ed oggettivamente sostenibile. Anzi è disonesto!
Chi fa l’amministratore, da sempre ha avuto responsabilità di carattere morale ed anche penale che quotidianamente, non sempre per dolo, molte volte anche per possibili errori umani, sono messe alla prova.
I sacrifici che fanno su tutti i fronti sono ripagati molte volte solo da piccole soddisfazioni ( di carattere elettorale o semplicemente di carattere morale); mentre invece spesso sono sottoposti a critiche ( più o meno giuste) che rasentano la calunnia, la diffamazione e che entrano dentro le famiglie con risvolti a volte devastanti.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma chi te lo fa fare?
Per uno come il sottoscritto, ma conoscendovi, per chi come noi tutti, interpreta la politica ( con la p minuscola), l’amministrare la cosa pubblica con spirito di servizio, fa fatica ad accettare il fatto di essere additato come appartenente ad una casta!
Forse si vuole confondere il costo della casta ( vitalizi, privilegi, indennità) cioè il costo della politica (finanziamenti ai partiti, bustarelle e quant’altro) con il costo della democrazia?
Già i Padri Costituenti capirono che se si voleva una vera democrazia, una sana democrazia, si doveva, attraverso leggi, regolamenti e quant’altro, rendere liberi e partecipi tutti, e dico tutti, i cittadini, anche attraverso contributi economici. Voler cercare di confondere volutamente il ruolo di amministratori di piccoli Comuni come il nostro e quello di chi amministra la Sicilia piuttosto che il Lazio, la Sardegna o la Puglia, è moralmente ed eticamente disonesto.
L’esempio di Concina a Orvieto, credo unico in Italia, è dovuto a vari fattori:
1) all’alto sostentamento autonomo che ogni amministratore orvietano percepisce ( pensione, reddito, lavoro ( parliamo di pensionati di lusso, di ricchi commercianti, di imprenditori, bancari ecc ecc) cioè gente che se lo può permettere di rinunciare momentaneamente a qualche centinaia di euro.
2) Altro fatto è, come personalmente ho avuto modo di sentire dallo stesso Concina, prendere questo provvedimento per contribuire a rimanere con questo taglio e con qualche entrata, nel patto di stabilità, e quindi non commissariare il Comune di Orvieto.
Scelte quindi dettate anche da esigenze di contabilità temporanea che servono a far quadrare il bilancio. Niente altro!
Noi, a Baschi, non abbiamo questo problema, non solo perché siamo stati bravi ( insieme ai funzionari comunali, come più volte detto), ma perché, con lungimiranza, abbiamo, su alcuni problemi, precorso i tempi. Poi se problemi ci sono ( e qualcuno c’è) questi sono in mano a chi deve decidere, magistratura e/o Corte dei Conti.
A proposito: la diffusione di un video dove disonestamente si vuole far intendere che il sottoscritto e il vicesindaco sono fuggiti di fronte al Gabibbo è falsa e disonesta e facilmente dimostrabile. Ma questo lo chiariranno gli organi competenti.
Per concludere: io credo nella democrazia, nella democrazia diffusa. Non sono mai stato per la demagogia tout court o per il populismo esasperato. Anzi, credo che questo sia pericolosissimo , e che potrebbe riportarci indietro.
Ritornare ai tempi in cui c’era uno solo al comando non mi piace.
Quando c’era qualche manipolo di militari o pseudotali bivaccati in parlamento, quando le Provincie ( la nostra istituita nel 27) erano amministrate da un Federale mandato da un partito, quando i Comuni erano amministrati da un Podestà cooptato, non eletto, scelto per lo più delle volte tra banchieri, latifondisti, imprenditori ( a volte questi dietro le quinte, come del resto anche adesso) , a me, il tentativo di ritornare a quei tempi non piace.
Non ho mai accettato un uomo solo al comando, né sul piano storico ( quello del passato) né al momento attuale. Le mie radici culturali, e politiche, mi hanno sempre reso convinto che la democrazia ha bisogno di partecipazione, di sacrificio, di passione, di convincimenti onesti, di ideali a volte opinabili ma doverosi. Ho sempre diffidato di chi pretende di fare politica ( o di amministrare) senza un pur minimo compenso. Quando così è stato, si è dimostrato che la persona in questione aveva mezzi propri e manovrava la politica per perseguire propri interessi oppure trovava altri mezzi per sopravvivere ( tangentopoli insegna!).
Cambiare la democrazia, pur se imperfetta, con un’oligarchia, dove si corre il rischio che la cosa pubblica sia amministrata da poche persone che vivono di rendita, magari parassitaria, da persone che hanno la possibilità e l’interesse materiale/economico finanziario, dove magari l’operaio, l’agricoltore, l’impiegato, i giovani, si possano sentire ancora più esclusi: ebbene a me non piace e non ci sto!
Sono uno che nella vita ha dato molto alla politica, senza avere riscontro o contropartita se non quelle di soddisfazioni morali; sono uno che ha cercato di conciliare ( e nel mio piccolo ho sempre combattuto democraticamente, molte volte anche perdendo ( Carloni lo sa perché stavamo insieme), dicevo ho cercato sempre di conciliare le esigenze di giustizia sociale con quelle di libertà. Quindi non mi vergogno , adesso, da Sindaco, di percepire una indennità. Non rubo niente! Come non ho mai rubato.
La demagogia però non mi è mai piaciuta. Ho sempre accettato le provocazioni, ma solamente quelle di tipo intellettuale. Ho sempre rispettato la legge, fino in fondo. E la legge dà facoltà di avere i gettoni e le indennità, commisurate al ruolo, alle responsabilità , all’impegno profuso. Faccio presente , fra l’altro, di aver in quanto Sindaco stipulato anche una polizza assicurativa di responsabilità a mie spese, con un costo anche abbastanza elevato,E quando la legge, tempo fa, decise di tagliare del 10 % gli emolumenti dovuti, io la ho rispettata. E la rispetterò anche quando ci sarà una legge che obbligherà tutti, dico tutti, dai Consiglieri comunali ai Sindaci, da quelli regionali e provinciali, ai Presidenti, dai Deputati ai Senatori, a fare politica gratuitamente. A quel punto mi adeguerò anche io. Ma quando questo sarà, se ci sarò, sarò pronto a difendere con tutti i mezzi quello che io reputo, dopo la salute, il bene più prezioso per un individuo: la democrazia come mezzo per il raggiungimento della felicità umana attraverso la libertà, la pace, la giustizia.
Tutto il resto è pura demagogia, che al massimo ricorda la favola di Esopo della volpe e l’uva. Per cui, sentendomi a posto con la mia coscienza, per quanto mi riguarda chiedo di respingere la mozione suddetta, la quale obbligherebbe, e dico obbligherebbe tutti.
Altro è, come già dato incarico al mio capogruppo, di elaborare prossimamente una proposta che renda semmai liberi di rinunciare, ciascuno singolarmente, ai propri emolumenti, che nel caso di alcuni consiglieri e / o assessori, specie quelli non residenti a Baschi capoluogo, ammontano a poche decine di Euro che non bastano nemmeno per pagare la benzina per raggiungere la sede comunale dove siedono, democraticamente eletti”.
Prende la parola il consigliere BERNARDINI MIRKO il quale fa presente di ritenere che il Sindaco, nella sua risposta ha espresso pensieri e considerazioni del tutto personali Evidenzia che nella mozione non si è parlato, come invece il Sindaco sostanzialmente dice nella risposta, di uomini soli al comando: la mozione riguarda semplicemente i cellulari in dotazione e le indennità. Non capisce pertanto perché il Sindaco abbia parlato di Fausto Coppi.
Oltretutto poi il Sindaco non è stato chiaro, anche circa la differenza fra le utenze sim assegnate agli amministratori e quelle assegnate ai dipendenti: in realtà i due tipi di contratti sono molto diversi, e le bollette parlano chiaro, visto che quelle degli amministratori sono molto più alte.
Prende la parola il consigliere PIERONI ANGELO, il quale fa presente di non poter dire se la mozione sia giusta o meno, ma sicuramente la stessa non voleva andare a colpire singole persone. Era stata presentata esclusivamente per trovare un modo per far sì che il Comune possa risparmiare qualcosa.
Dalla risposta del Sindaco appare che in effetti le spese per le utenze dei telefonini siano irrisorie.
Sicuramente la risposta del Sindaco è corretta per quanto riguarda il paragone con la realtà del Comune di Orvieto; ma per tutto il resto la risposta gli appare deludente.
Prende la parola il consigliere CARLONI FAUSTO, il quale fa presente che in linea di principio non trova differenze fra la posizione del Sindaco e quella propria. Per quanto riguarda la mozione, che personalmente ha firmato, la ha concepita più che altro come un invito a riflettere, in un periodo di crisi come questo.
Nessuno intendeva sostenere che qui a Baschi qualcuno amministra per guadagnarci qualcosa, perché sicuramente questo non è un Comune dove si può guadagnare.
Si vuole quindi solo invitare ogni consigliere a decidere, autonomamente, se e a cosa rinunciare.
Quanto ai telefonini, concorda con Mirko, perché mentre per alcuni degli assegnatari questi sono indispensabili, per altri amministratori,magari residenti è inutile.
Solo non aveva riflettuto sul fatto che per alcuni dipendenti limitare l’uso del telefonino solo per interfacciarsi con il proprio responsabile effettivamente non va bene: pensa ad esempio agli autisti scuolabus, che spesso sono fuori per servizio e si trovano di fronte a situazioni da fronteggiare immediatamente.
Ripete che la mozione voleva essere semplicemente un incentivo a riflettere e, ciascuno per sé, a decidere.
Prende la parola il consigliere GRASSELLI ISAURO, il quale dichiara di cogliere l’invito del consigliere Carloni. Successivamente la maggioranza si riunirà per vedere come limitare eventualmente le spese. Fa comunque presente che le spese per i telefonini solo limitate, di media per quest’anno ammontano ad esempio a 40 euro, comprese anche le spese fisse: spesa, si ritiene, ridicola.
Poi si potrà comunque decidere individualmente a cosa rinunciare, nella propria libertà, e come limitare le spese per i telefonini.
Prende la parola il consigliere BERNARDINI MIRKO, il quale chiede al Sindaco, considerato che lo stesso era stato in amministrazione anche con il precedente sindaco Vici, come mai all’epoca gli amministratori non avevano i cellulari.
Il SINDACO PRESIDENTE risponde che probabilmente spendevano di più in benzina.
Il CONSIGLIERE BERNARDINI MIRKO si assenta dalla seduta
Presenti: 10
IL CONSIGLIO COMUNALE
VISTA la mozione presentata dai consiglieri comunali del gruppo “Baschi in libertà” avente ad oggetto revoca utenze telefonia mobile e rinuncia a retribuzione e indennità a vario titolo
UDITO il dibattito conseguitone
MESSA A VOTAZIONE LA MOZIONE IN OGGETTO;
Proceduto a votazione palese e per alzata di mano, con il seguente esito:
PRESENTI: 10 VOTANTI: 10
FAVOREVOLI: n. 3 (Carloni Fausto, Pieroni Angelo, Volpini Oliviero)
CONTRARI N. 7 (restanti consiglieri )
LA MOZIONE E’ RESPINTA
Dopodichè la seduta viene sciolta.
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